
L’Istituto ieri e oggi
Nella casa ereditata dalla mamma, in Via dei Muriccioli, Maria Ferrari rende più esplicita la sua vocazione dedicandosi con alcune compagne, al servizio della Chiesa, al bene dei fratelli, all’assistenza domiciliare dei malati, al recupero delle giovani in difficoltà e all’insegnamento del Catechismo.
Mons. Carraro aveva potuto conoscere Maria Ferrari e nello stesso anno della sua morte (1896) riassumeva in quattro punti l’attività di quella che chiamava Asceteria Ancillarum Sacratissimi Cordis Jesu (Asilo delle Ancelle del Sacratissimo Cuore di Gesù):
- Catechizzazione dei piccoli.
- Preparazione dei fanciulli alla Prima Comunione.
- Assistenza ai malati.
- Rammendo dei paramenti delle chiese.
Questa indicazione di Mons. Carraro rispondeva pienamente a ciò che la Fondatrice aveva ben dichiarato nel Codicillo del suo testamento.
Nel 1879 Maria Ferrari ottiene dall’ Arcivescovo, Luigi Filippi, il permesso di custodire il SS.mo Sacramento nella Cappella dedicata al Sacro Cuore annessa alla stessa sua casa.
Nella medesima Cappella, nel 1887, Maria Ferrari istituisce l’Associazione delle Guardie D’Onore al Sacro Cuore.
Il suo amore per Dio e il prossimo aumenta sempre di più, per cui la Chiesa, riconoscendo la validità e la solidità della iniziativa, approva il primo Regolamento che Maria Ferrari aveva scritto per il gruppetto delle compagne – le Pie Dame del Sacro Cuore di Gesù – “che prenderanno, concordemente al volere del Vescovo Augusto Antonino Vicentini, il nome di “Zelatrici del Sacro Cuore”, ottenendo così il riconoscimento Ufficiale della Chiesa nel 1890.
Da questo anno la vita delle “Zelatrici” si inserisce sempre più profondamente nella vita della città dell’Aquila con le svariate attività che queste svolgono a beneficio di tante persone che versavano in qualsiasi necessità di aiuto.
A tutte le opere benefiche Maria Ferrari volle dare delle modalità di azione contenute in un vero e proprio Regolamento aprendo così l’orizzonte ad un fenomeno religioso, sociale e culturale vero e proprio e che nei decenni successivi sarebbe dilagato fino ai giorni nostri.
Da quanto è esposto è facile dedurre che Maria Ferrari visse da “consacrata” e allo stesso tempo, ebbe una impostazione di vita profondamente rivolta verso i problemi del suo tempo.
Ebbe infatti una sensibilità, uno zelo, un’acutezza di percezione spirituale e storica al contempo.
Precorse la storia come “laica” e caratterizzò i tempi e i luoghi con il suo carisma di misericordia divenendo il prototipo della spiritualità dell’Istituto da Lei fondato e al quale, come detto sopra, dette il nome di “Zelatrici del S. Cuore”. La Madre “Fondatrice” morì serenamente il giorno 11 Febbraio 1896, giorno dedicato alla Vergine di Lourdes.

In alcuni cenni biografici presenti nell’Archivio della Curia Generalizia dell’Istituto, leggiamo: “nulla sappiamo della sua infanzia, se non che menò da giovane vita mortificata e penitente, esercitò tutte le virtù in grado eroico……, fu casta, pia, generosa, caritatevole. Si distinse ben presto nelle opere caritative di assistenza ai malati e nel raccogliere le giovani pericolanti; a queste opere più tardi aggiunse anche l’insegnamento del catechismo ai bambini e ai giovani”.
Dallo stesso Documento: “Sentendo compassione per tutti i sofferenti, specialmente per gli infermi, spesso si portava a visitarli per dar loro conforti spirituali e li preparava per i Santi Sacramenti. Piena di zelo per la gloria di Dio e per evitare a Lui ogni offesa, raccoglieva le giovanette pericolanti e le conduceva al Conservatorio dell’Annunziata”.
Il suo zelo per l’assistenza alle giovani bisognose era talmente noto che l’Arcivescovo Luigi Filippi, dovendo procedere alla nomina di sette “Gentili Donne “ cui affidare la protezione delle povere fanciulle raccolte nell’ospizio di Sant’Anna, in L’Aquila, in data 1o Aprile 1868, le scrisse una lettera nella quale dice: “….essendomi ben note le di Lei cristiane virtù e soprattutto la di Lei carità pei poveretti di Gesù Cristo ho pensato di sceglierla, come con la presente la scelgo, per protettrice del detto Conservatorio, augurandomi che Ella con godimento voglia compiacersi di accettare un sì nobile e pietoso incarico”.
Dalla madre ottenne in eredità la casa in Via dei Muriccioli, con annessa una Cappella. Lei, superate non poche difficoltà da parte dei fratelli, si ritirò in questa con alcune amiche e vi iniziò quasi una vita religiosa comunitaria.
Il 29 Gennaio 1890 lo stesso Arcivescovo Luigi Filippi le concesse, dietro la facoltà della Sacra Congregazione, di poter conservare nella suddetta Cappella, il SS.mo Sacramento: …..”constatandoci inoltre che essa Casa, più che casa privata può riguardarsi come un sacro asilo di religiose persone tutte intente a procurare la gloria di Dio e la salvezza delle anime, mediante l’assidua orazione e l’esercizio di opere di carità…..”.
Il 22 Febbraio 1890, Maria spedì a tutte le famiglie dell’Aquila una lettera circolare per rendere nota la sua intenzione di iniziare l’assistenza a domicilio dei malati e che allo scopo aveva già con sé sette giovani di ottimi costumi e buona volontà per dedicarsi a questa opera di carità.
Perché questa riuscisse pienamente secondo i suoi desideri ella stese anche un Regolamento al quale dovevano attenersi le Assistenti. L’iniziativa richiedeva una esplicita accettazione da parte dei cittadini in quanto Lei intendeva dare all’opera una forma di stabilità.
Nel cosiddetto “Codicillo aggiuntivo al Testamento, infatti Lei dona la sua casa alle cooperatrici purché siano disposte a continuare l’opera. Che la veneranda Fondatrice avesse maturato le idee man mano e che le avesse chiare fin dall’inizio lo si rileva chiaramente dal fatto che già prima che con le sue compagne costituisse una vera e propria “Congregazione”, Lei chiedeva, nell’anno 1875, la Benedizione Apostolica al Sommo Pontefice per sé e per tutta la sua famiglia. Di quale famiglia poteva trattarsi se non di quella religiosa alla quale stava dando origine?
Lei si può considerare il prototipo della spiritualità cristiana perché, fin da giovane e coraggiosamente lasciò tutto per mettersi sulla strada di una esigente, avventurosa ma promettente sequela di Cristo. Precorse la storia come laica ed ha caratterizzato tempi e luoghi con il suo carisma di misericordia. Fin da giovane dimostra di nutrire un amore particolare verso i poveri, amore che alimenta alla vera “FONTE”, il Cuore di Gesù.
La “Congregazione delle Zelatrici del Sacro Cuore di Gesù”, così come la stessa M. Fondatrice la denomina nel suo Codicillo, fa pensare sì ad una vera e propria Istituzione ma non ancora ad una Congregazione religiosa nella accezione giuridica del termine, dato che non vi era ancora la emissione dei voti religiosi. Questi, infatti, furono emessi per la prima volta in conformità alle nuove Regole ed alla assunzione di una divisa, il 16 Maggio 1918, vigilia di Pentecoste, nelle mani di Mons. Garigliano, Amministratore Apostolico dell’Aquila, dopo un corso di Spirituali Esercizi.
Paralleli all’assistenza a domicilio dei malati furono da lei attuati anche il ricovero e l’assistenza, nella propria casa, per coloro che lo avessero chiesto, come risulta da una lettera scritta alla sua amica Marietta, in data 29 Dicembre 1893.
La vita spirituale della M. Fondatrice fu totalmente ancorata nella devozione al Sacro Cuore: la “sua cappella” è dedicata al S. Cuore e nel Testamento, la chiama “la mia Chiesa dedicata al Sacro Cuore di Gesù”. In questo stesso fese istituire, dall’Arcivescovo Vicentini la Guardia d’Onore”. In tutti suoi scritti Lei fa spesso riferimento al Sacro Cuore e quasi tutte le lettere, le chiude con il saluto “vi abbraccio nel SS. Cuore di Gesù ”.
Per quanto riguarda la sua vita di pietà in generale c’è da rilevare in Lei una forte devozione alla Vergine e tanto, tanto attaccamento alla vita spirituale. Lo testimoniamo i suoi “Fioretti”, la descrizione di come conduceva la vita spirituale anche quando a causa della sua cagionevole salute doveva recarsi, in estate ad Ortona (CH), ospite in casa di Mariannina, una delle sue figlie spirituali.
Questa, a sommi capi, la sua esistenza spesa a bene della Chiesa perché nelle membra doloranti di Lei lodò ed amò il Cristo, Sposo e Capo invisibile del Corpo Mistico.
Mentre, piena di zelo si adoperava per lo sviluppo della “sua famiglia”, il Signore la chiamò a Sé all’età di 72 anni, per darle la pace dei giusti, il giorno 11 Febbraio 1896.
I funerali, per volontà espressa nel Testamento, si svolsero nella “sua Chiesa” del Sacro Cuore: “Voglio che il mio funerale sia fatto in questa Chiesa”. La sua salma fu tumulata nel cimitero di L’Aquila nella Cappella della Congregazione di S. Giuseppe, alla quale Confraternita Lei era iscritta.
Ella, inoltre, volle che nella sua tomba si apponesse una lapide di pietra con la scritta: “Pregate per Maria Ferrari Rotilio” e la data del decesso. Qui restò fino al 31 Agosto 1967, giorno in cui avvenne, per desiderio delle sue figlie spirituali “Suore Zelatrici del Sacro Cuore”, la riesumazione dei resti mortali della loro Madre.

La idea delle Religiose era, fin da questa data – anno in cui veniva inaugurata la Chiesa costruita sullo stesso luogo di quella sua….voler conservare le spoglie dell’amata Madre nella nuova Chiesa dell’Istituto, sempre in Via dei Muriccioli, ove era stato appositamente preparato un loculo.Purtroppo la benedetta Salma fu trovata mummificata e non fu possibile farne la traslazione; fu, per- tanto traslata nella Cappella dell’Istituto, al Cimitero. Tuttavia l’idea di avere i benedetti resti mortali della Madre vicini a loro non fu mai abbandonata dalle “Zelatrici” le quali il 10 Marzo 1988 La riebbero nella loro e “sua” Chiesa. Ora, nella Casa di fondazione, Lei riposa, venerata e pregate dalle sue figlie spirituali.

La sua morte era avvenuta nel giorno delle Apparizioni della Vergine Immacolata di Lourdes, da sempre molto venerata dalle Religiose. Forse le Suore, non volendo celebrare l’anniversario della sua scomparsa in lutto, ritenendola fin da sempre nella gloria dei Beati, iniziarono a celebrare solennemente la suddetta festa liturgica abbinandovi l’anniversario del trapasso della Madre Fondatrice, considerando sicuramente anche la sua profonda devozione alla Madonna. Fu questa una maniera quanto mai significativa per tributare alla Madre il loro affetto, la loro venerazione e riconoscenza.
Sviluppi Successivi della Istituzione
Donna Teresa Adami guidò l’Istituto dopo la morte della Madre Maria Ferrari e, avendo avuto la fortuna di trascorrere 6 anni a fianco a Lei poté far tesoro del suo spirito e della sua carica spirituali.
1918 – Le “Seguaci – Amiche” della Madre Ferrari possedevano giò un Regolamento per cui Donna Teresa Adami, desiderosa di dare stabilità all’istituzione “Ferrariana” ritenne indispensabile che essa risultasse Congregazione Religiosa a tutti gli effetti, quindi sotto anche l’aspetto giuridico.
A Lei successe Suor Mariannina Basti che fin dai primi anni di vita consacrati al Signore e al bene dei fratelli, dette tutta se stessa perché l’Istituto, potesse occupare il suo giusto posto nella Chiesa.
La comunità religiosa, che sotto la direzione di Suor Mariannina Basti era aumentata di numero, fino ad arrivare ad una ventina di Zelatrici, diviene Congregazione delle Suore Zelatrici del Sacro Cuore, i cui membri emettono i voti religiosi ed indossano un proprio abito uniforme il 16 Maggio 1918 dopo un debito periodo di esercizi spirituali.
1922 – in data 1° Luglio l’Arcivescovo di L’Aquila, Mons, Adolfo Turchi, aggiornò le prime Regole secondo il Codice di Diritto Canonico di allora e fu lo stesso Arcivescovo, in data 4 Aprile 1923, a dare all’Istituto il Decreto di erezione canonica. Con questa giuridica posizione l’Opera della Madre Ferrari continuò il suo cammino di sviluppo; le vocazioni si incrementarono, si presentarono nuovi impegni di attività apostoliche e quindi, si procedette all’apertura di nuove case per nuovi orizzonti.
1923 – Ottiene il Decreto di Erezione Canonica Diocesana.
1938 – Primo tentativo di espansione.
- Viene donata, dalla Baronessa Giulia Onofri, vedova Nardis, una parte dell’edificio di sua proprietà, sito in San Gregorio (L’Aquila). La parte rimanente viene acquistata dalle suore che vi aprono una Scuola Materna denominata “Baldassare Nardis in memoria del figlio della donatrice. Vi si apri un laboratorio per insegnare alle giovani lavori di cucito e ricamo.
1946 – L’Istituto inizia una nuova attività: il trattamento curativo per le affezioni epatiche e renali, basato sulle proprietà delle erbe.
1950 – Apertura di due nuovi orfanotrofi, il primo nella casa di fondazione in Via dei Muriccioli, il secondo nella casa di San Gregorio, che prende il nome di Istituto Immacolata Concezione.
1952 – Visti i risultati soddisfacenti che si ottengono con le cure idropinoterapiche, cure che allora si esplicavano in una casa presa in affitto in Via del Cardinale, si decide di aprire una casa ampia e più consona alle esigenze dei pazienti. Viene perciò chiusa la suddetta casa e ci si traferisce in una nuova in Via Rossi, che prende il nome di Casa di Cura San Giuseppe, di proprietà dell’Istituto.
1960 – Viene costruita una nuova ala del fabbricato, annessa alla Casa Generalizia, allo scopo di poter ospitare decorosamente le giovani studentesse universitarie.
1963 – Viene aperta una nuova casa a Poggio Mirteto (Rieti), in seguito alla richiesta di collaborazione da parte del Vescovo Mons. Marco Caliaro.
Viene realizzata l’opera di ampliamento della Casa di Cura San Giuseppe.
1966 – La Superiora Generale, Madre Evelina Ciccarelli, impegna forze e risorse economiche per un ulteriore ampliamento della Casa Madre, allo scopo di realizzare il sogno della Madre Fondatrice: ospitare le donne anziane e bisognose di cure. Le richieste di questo tipo di assistenza si facevano sempre più numerose e pressanti.
1970 – Fallito il progetto di Poggio Mirteto, le suore tornano all’Aquila dove, in Via Sallustio, viene aperta una nuova casa che prende il nome di Istituto Santa Caterina. Qui viene trasferito il pensionato per signore anziane ed il pensionato per le giovani universitarie.
1971 – Viene eletta Superiora Generale Madre Margherita Costantini. Se a Madre Evelina Ciccarelli si deve il nuovo assetto della struttura logistica ed economica dell’Istituto, alla nuova Superiora Generale si deve lo sviluppo della formazione culturale e spirituale e l’aggiornamento delle religiose.
1972 – Inizia il rapporto di collaborazione ecclesiale in Episcopio, dietro richiesta del Vescovo Mons. Costantino Stella.
1982 – Si ottiene il riconoscimento come Congregazione di Diritto Pontificio.
1983 – Viene aperta nei locali di Casa Madre la Scuola Materna “Maria Ferrari”.
L’Istituto, sorto e sviluppatosi a L’Aquila, ha varcato i confini dell’Abruzzo e dell’Italia aprendosi generosamente all’azione missionaria. E’ presente infatti nelle Filippine, in Indonesia e a Timor Leste.
1987 – esattamente il 10 Febbraio l’Istituto diventò chiaramente “missionario” nella Chiesa “missionaria” per sua natura. Tre Religiose, infatti, vere pioniere della spiritualità e del carisma lasciatici dalla Madre Fondatrice, si recarono nelle Isole Filippine ed oggi, grazie a Dio prima di tutto, ma anche ai loro sacrifici, la Chiesa e noi godiamo abbondanti frutti di vocazioni di quei luoghi.
1988 – I resti di Maria Ferrari vengono riportati nella “sua casa”. L’urna viene posta nella nuova chiesa della Casa Madre.
- Dopo la crisi vocazionale degli anni della contestazione giovanile, inizia il flusso di giovani, desiderose di fare esperienza di vita religiosa, dalle Isole Filippine e dal Burundi. Successivamente altre giovani provenienti dall’India e dall’Indonesia entreranno nell’Istituto per proseguire l’opera di Maria Ferrari.
1992 – Si acconsente alla richiesta di svolgere opere parrocchiali e sociali a Campagnola di Brugine (Padova), dove già era funzionante una Scuola Materna.
- Nel Dicembre succede a Sr. Nanda Giamberardini come Superiora Generale Sr. Paola Rampini.
1993 – Viene aperta nelle Isole Filippine, a Muntinlupa (Manila), la Scuola Materna denominata Maria Ferrari.
1994 – il giorno 19 Settembre 1994 viene aperta, sempre a Muntinlupa, la Casa del Noviziato per le giovani che desiderano abbracciare la vita religiosa.
1995 – Viene aperta a Muntinlupa la Scuola Elementare denominata “Maria Ferrari”.
- Viene aperta in San Gregorio (L’Aquila) la nuova Casa-famiglia “Immacolata Concezione.”
1997 – Viene chiusa l’attività idropinoterapiche e si dà inizio all’attività di ospitalità.
1998 – La Casa di Noviziato nelle Filippine viene trasferita da Muntinlupa a San Pedro in Laguna.
- Viene aperta a Roma una Casa di Formazione per le giovani suore, detta Casa è un punto di riferimento per coloro che si recano nella Capitale per vari motivi.
- Inizia il rapporto di collaborazione con il Parroco di Grisignano di Zocco (Vicenza) Don Pier Luigi Arzenton già Parroco di Padova, dove le Suore Zelatrici prestano la loro opera nella gestione di una Scuola Materna e nelle attività parrocchiali.
2000 – Viene realizzato l’ampliamento della Casa-famiglia in San Gregorio con una spaziosa sala da gioco.
2003 – Viene aperta la Stanza dei ricordi in quella che fu la camera, fino al momento della morte, di Maria Ferrari.
2004 – Nella Cattedrale di San Massimo a L’Aquila, il 2 Luglio, si chiude il processo diocesano di beatificazione di Maria Ferrari.
- l’8 Maggio viene canonicamente eretta la Scuola Maria Ferrari De Manila, in Tondo Manila.
- In Agosto nella Casa Betania in S. Pedro Laguna, alcune giovani, anche indonesiane, fanno il loro ingresso in noviziato.
- L’Istituto si prepara ad aprire una Casa di Formazione anche in Indonesia.
- Il 30 Ottobre viene inaugurata la nuova ala della Casa di Noviziato “Casa Betania” nelle Isole Filippine.
2005 – Assume la guida dell’Istituto in qualità di Superiora Generale, Madre Lidia Pupatti.
- Il 25 Novembre viene inaugurata la Casa in Indonesia.
2006 – Il 22 Maggio la Superiora Generale, Madre Lidia Pupatti e la sua Vicaria Generale Suor Mirella Del Vecchio insieme alla massa delle altre religiose, vengono ricevute in udienza particolare dal Santo Padre Benedetto XVI°.
- Il 26 Agosto viene aperta la Scuola dell’Infanzia Maria Ferrari e al contempo Comunità di Maumere in Indonesia
- L’8 Ottobre quattro religiose dell’Istituto si trasferiscono a Perugia, presso un pensionato per persone anziane, Opera Pia “Donini”.
2007 – Viene inaugurata a San Gregorio, il 19 Maggio, la nuova Casa Madre-bambino attigua alla Casa Immacolata Concezione.
- La Scuola Maria Ferrari de Manila viene trasferita in Via Orion, Manuguit Tondo, Manila
2009 – Il terribile sisma del 6 Aprile, mette a dura prova anche l’Istituto. Tutte le case a L’Aquila risultano inagibili ed a questo va aggiunto il decesso di due religiose: Suor Lucia Ricci e Suor Anna M. Palumbo.
- È facile intuire il disagio sopportato da tutte le religiose, dalle ospiti anziane e dai bambini della Casa-famiglia, costretti tutti ad adattarsi a situazioni precarie.
- In ottobre la Scuola dell’Infanzia “Maria Ferrari” già esistente e funzionante nella Casa Madre prima del terremoto (di Aprile 2009), riapre in Via dei Medici a L’Aquila, grazie al contributo della Protezione Civile.
- Il 4 Luglio alcune suore si trasferiscono a Bisceglie (Bari), in un ex monastero delle Clarisse, dove riaprono una Scuola dell’Infanzia.
- Il 30 ottobre arrivano in Italia le prime due religiose Papuane.
2010 – Il 17 Aprile alcune religiose che, in seguito al terremoto si erano dovute dirigere in varie località, si trasferiscono a Cavalletto D’Ocre (L’Aquila) in una casa, messa a loro disposizione dalla Protezione Civile. Qui dimorarono, con le suore anziane, molte giovani suore e la Superiora Generale.
- Il 7 Settembre, a San Gregorio, viene inaugurata la Sala Polifunzionale e la sottostante palestra.
- Il 7 Ottobre, l’ANIA inaugura qui la Casa-famiglia.
2011 – Il 12 Febbraio, le religiose e le Signore anziane ospiti del Pensionato Santa Caterina, da Giulianova si trasferiscono a Barete (L’Aquila) in una Casa messa a disposizione dalla Protezione Civile.
- Dall’1 al 9 Luglio, 20° Capitolo Generale. Vengono confermate alla guida dell’Istituto: Madre Lidia Pupatti, Superiora Generale e Suor Mirella Del Vecchio, Vicaria Generale.
- Nell’anno scolastico 2011-2012 l’Istituto apre un’altra Scuola dell’Infanzia, “Marco Cavagna” in Sassa (AQ). La struttura era stata data in uso dalla Curia Diocesana dell’Aquila ed ha questo nome in onore di Marco Cavagna, il vigile del Fuoco che aveva prestato un efficace soccorso agli Aquilani durante il periodo del post Terremoto dell’Aquila e dintorni.
2012 – Viene commemorato il 25° di fondazione della Missione nelle Filippine.
2013 – Il 22 Maggio, a San Gregorio, viene inaugurata la nuova Casa “Madre e Bambino” che era stata distrutta dal terremoto.
2014 – L’Istituto commemora solennemente il 75° di attività apostolica in San Gregorio.
2015 – Il 16 Agosto l’Istituto, tramite due sue religiose, si apre ad una nuova esperienza. Il servizio apostolico presso l’Episcopio di Trani.
2016 – Nel mese di Giugno 2016 viene aperta la Casa in Timor Leste.
- Il giorno 21 Settembre, tre religiose, accompagnate dalla Superiora Generale, dalla Vicaria Generale e dalla Consigliera Suor Paola Rampini, si recano a Torino per dare inizio ad una nuova esperienza apostolica: insegnamento della Religione e attività parrocchiale.
2017 – Il 10 Luglio ha inizio il 21° Capitolo Generale. Viene eletta Superiora Generale Madre Mirella Del Vecchio, Vicaria Generale Madre Paola Rampini.
- A dicembre viene riconsegnata, al termine dei lavori, la Casa Ospitalità San Giuseppe nella quale si trasferiscono tutte le suore che stavano a Cavalletto d’Ocre lasciando così la Casa data loro in uso dalla Protezione Civile.
2018 – il 5 Aprile viene canonicamente eretta la Casa di noviziato in Indonesia denominata, Santa Teresa del Bambino Gesù.
2022 – il 10 Marzo viene aperta una nuova missione a Kalimantan, Borneo.
- L’8 ottobre viene reinaugurata la Casa Madre e quindi abitata dalla nuova Famiglia Religiosa.
2023 – il giorno 23 Maggio viene aperta un’altra comunità a Lekebai, Indonesia.
- Il 30 giugno viene accolto l’invito del Vescovo di Gumaca, provincia di Quezon, Filippine, per assistere la Diocesi nel ministero pastorale e nell’insegnamento presso la scuola parrocchiale, St. Peter School.
2025 – il giorno 14 settembre si inaugura la nuova Casa del Noviziato in Maumere, Indonesia
- Il giorno 12 Ottobre viene inaugurata una Casa di Spiritualità, la “Domus Mariae” Scuola presso il Santuario di Piatraquaria nei dintorni di Avezzano (AQ).
Questa apertura che l’Istituto ha fatto è stata del tutto nuova ma molto rispondente a quello che si era prefisso e sicuramente desiderato dalla Madre Fondatrice: operare in una casa strettamente spirituale. Qui, infatti, si tengono corsi di esercizi spirituali per Religiose, Sacerdoti e Laici.
Ancora oggi, in conformità alla piena radicalità evangelica e al carisma della Madre, le Zelatrici portano lo sguardo sempre avanti, nel compimento di una missione di carità e di amore che sa cogliere le difficoltà e le sfide del tempo.
È nelle nostre mani l’eredità preziosa della grande personalità di Maria Ferrari, anima instancabilmente tesa alla donazione totale di sé al servizio della Chiesa, esplicando concretamente la carità nei riguardi dei bisognosi. Tocca a noi oggi, in un’epoca trasformata, continuare l’opera al servizio di Cristo nella Chiesa e nel mondo nutrendocene, imparare a “pregare” ad “ascoltare” e, soprattutto, ad “amare”, in qualche modo, come Lei.












